Geopolitics

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Solo in primo piano
17h fa
Vance: operazioni di scorta Usa evitano una crisi energetica globale durante il conflitto con l’Iran
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha affermato che le operazioni di scorta della Marina americana hanno evitato una crisi energetica globale durante il conflitto con l’Iran. La guerra, in corso da sei mesi, ha interrotto le forniture di carburante e spinto al rialzo il prezzo del greggio, portando il diesel a una media nazionale record di 5,85 dollari al gallone. Nella stessa giornata Washington ha approvato la vendita all’Arabia Saudita di munizioni Joint Direct Attack Munitions e di motori per carri armati, rispettivamente per 5 miliardi di dollari e 750 milioni di dollari.
17h fa
18h fa
Branson: tensioni in Medio Oriente spingono il carburante a $1,450 la tonnellata e aumentano i prezzi dei voli
Il fondatore di Virgin Atlantic Richard Branson ha attribuito l’aumento dei prezzi dei voli alle tensioni in Medio Oriente, che avrebbero ostacolato produzione e trasporto di petrolio, facendo impennare il costo del carburante per aerei. Il benchmark europeo del jet fuel è salito da circa $800 a $1,450 la tonnellata, dopo aver superato $1,800 ad aprile. In risposta, Virgin Atlantic ha introdotto un supplemento carburante: £50 in economy, £180 in premium e £360 in business.
18h fa
1g fa
Trump minaccia di interrompere il commercio con i Paesi in deficit se la Fed non taglia i tassi
Donald Trump ha minacciato pubblicamente di fermare gli scambi con i Paesi con cui gli Stati Uniti registrano un deficit commerciale se la Federal Reserve non ridurrà i tassi. Ha chiesto un taglio immediato e ha sostenuto che gli Stati Uniti dovrebbero avere il livello di interessi più basso al mondo. Sullo sfondo, inflazione e costi dell’abitazione elevati alimentano le preoccupazioni sull’economia e un sondaggio Gallup di agosto indica che il 74% degli americani ritiene che le prospettive stiano peggiorando, in aumento rispetto al 63% di un anno prima.
1g fa
1g fa
Le esportazioni di grano dell’Ucraina crollano: ad agosto ridotte a circa il 20% dei livelli abituali
I granai del sud dell’Ucraina sono pieni, ma gli attacchi con droni e ai porti nel Mar Nero hanno frenato le spedizioni, portando le esportazioni di agosto a circa un quinto dei livelli normali. Nello stesso periodo anche la Russia, altro grande fornitore globale, ha registrato esportazioni ai minimi di 10 anni. La stretta dell’offerta rischia di aumentare la pressione sui mercati e di aggravare la carenza di cibo.
1g fa
9-3
Guerra con l’Iran mette alla prova la Fed di fronte al petrolio sopra i 90 dollari al barile
La ripresa del prezzo del petrolio e l’incertezza sugli sviluppi della guerra con l’Iran stanno complicando le scelte della Federal Reserve, che finora ha evitato di reagire a uno shock energetico prolungato. Dopo essere scesi dai massimi oltre i 100 dollari al barile, i prezzi hanno superato i 90 dollari con la nuova escalation di questa settimana, restando ben sopra i livelli prebellici. L’inflazione negli Stati Uniti è diminuita rispetto ai picchi della pandemia, ma rimane ostinatamente oltre l’obiettivo del 2% della Fed. Il presidente della Fed, Warsh, ha ribadito l’impegno sul 2% e ha avvertito che l’economia è entrata in una “nuova fase” dell’inflazione, indicando che la banca centrale potrebbe dover intervenire se le tendenze di fondo non migliorano.
9-3
9-2
Azioni giapponesi in forte calo, il conflitto con l’Iran spinge su petrolio e rendimenti
Le azioni giapponesi sono scese bruscamente mercoledì dopo la ripresa degli attacchi militari tra Stati Uniti e Iran, che ha sostenuto i prezzi del petrolio e alimentato timori sulla crescita. Il Nikkei 225 ha chiuso in calo del 2,95% a 64,254.56 punti, mentre il Topix ha perso il 2,37%. L’aumento del greggio e dei rendimenti obbligazionari ha colpito i titoli growth, in particolare tecnologia e semiconduttori, con SoftBank Group in flessione di oltre il 6%. In controtendenza, alcuni farmaceutici difensivi hanno registrato rialzi.
9-2
9-2
Il petrolio accelera dopo l’attacco USA alle petroliere iraniane, cresce il rischio Hormuz
Dopo l’azione degli Stati Uniti contro petroliere iraniane, aumenta il rischio di interruzioni dell’offerta nello Stretto di Hormuz e i prezzi del greggio salgono. Il WTI è salito a 91.05 dollari e il Brent a 95.68 dollari, con entrambe le quotazioni in rialzo di circa 5 dollari dalla ripresa delle ostilità. Inoltre, l’API ha indicato un calo delle scorte di petrolio USA di 260万桶 e un ulteriore rilascio di 310万桶 dalle riserve strategiche per sostenere le scorte commerciali.
9-2
9-2
Sensex perde 700 punti e Nifty scende il 2 settembre con l’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran; petrolio vicino a 100 dollari
L’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran ha trascinato al ribasso i mercati indiani: il Sensex è crollato di 700 punti e il Nifty ha seguito, con la maggior parte degli indici settoriali in calo di oltre l’1%. Il Brent è salito a 91-94 dollari al barile, registrando il balzo più marcato in oltre un anno dopo la ripresa di scontri militari diretti tra Stati Uniti e Iran e il venir meno delle speranze di riapertura dello Stretto di Hormuz. Gli analisti indicano che, finché il petrolio non supera 95 dollari, l’impatto sulle azioni indiane dovrebbe restare contenuto. Tuttavia, ogni aumento di 10 dollari amplierebbe di 30-40 punti base del PIL il deficit delle partite correnti dell’India e alimenterebbe l’inflazione.
9-2
9-2
Rottura dell’accordo sul grano nel Mar Nero e Brent a 98 dollari al barile riaccendono gli shock su cibo e carburanti
L’invasione russa dell’Ucraina ha portato al collasso dell’accordo sul grano nel Mar Nero, mentre Russia e Ucraina insieme rappresentano il 27,4% delle esportazioni mondiali di grano, con la prospettiva di un forte aumento dei prezzi. Allo stesso tempo, la guerra USA-Iran iniziata il 28 febbraio ha spinto la media del Brent a 98 dollari al barile tra marzo e agosto, in rialzo del 41% su marzo-agosto 2025. La combinazione dei due shock rischia di aggravare ulteriormente la crisi alimentare ed energetica nel Sud globale.
9-2
9-2
Gli Stati Uniti colpiscono per la prima volta le petroliere iraniane con la nuova politica di deterrenza
Le forze armate statunitensi hanno colpito martedì circa 100 obiettivi iraniani, puntando a distruggere capacità radar, di posa di mine e di missili antinave. Secondo funzionari, l’operazione mira a indebolire la capacità dell’Iran di minacciare a lungo la navigazione nello Stretto di Hormuz e ridurrebbe il livello di rischio per almeno un mese. Nella stessa giornata, circa 40 navi hanno attraversato in sicurezza lo stretto, mentre il mercato valuta che il rischio di interruzioni dell’offerta nel breve periodo si sia attenuato.
9-2