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IPO da 75 miliardi di dollari per SpaceX: Musk oltre 1.000 miliardi di patrimonio e nuova attenzione sulle riserve in Bitcoin
SpaceX ha fissato il prezzo di collocamento a 135 dollari per azione il 12 giugno 2026, raccogliendo circa 75 miliardi di dollari in quella che è diventata immediatamente la più grande offerta pubblica iniziale di sempre. Il titolo, quotato al Nasdaq con ticker SPCX, ha chiuso la prima seduta intorno a 161 dollari, un balzo di circa il 1920% che ha portato la capitalizzazione del gruppo tra 2,1 e 2,2 trilioni di dollari.
Il debutto ha avuto un impatto diretto anche sulla classifica dei grandi patrimoni. Secondo calcoli di Forbes e Bloomberg, la ricchezza netta di Elon Musk è salita a una stima di 1,1 trilioni di dollari dopo l'IPO, rendendolo la prima persona a superare questa soglia.
Nel prospetto S-1 depositato da SpaceX è emersa anche la presenza di Bitcoin in tesoreria: 18.712 BTC, per un controvalore compreso tra 1,2 e 1,45 miliardi di dollari al momento del deposito. In base a questi dati, SpaceX risulta l'8ª società quotata per quantità di Bitcoin detenuti.
Sommando questa posizione a quella di Tesla, pari a circa 11.509 BTC, le due società pubbliche riconducibili a Musk arrivano a oltre 30.000 Bitcoin complessivi. Il mercato ha reagito: Dogecoin ha segnato un rialzo del 67,6% nella sola giornata dell'IPO. Anche Bitcoin ha registrato un rinnovato interesse in acquisto, mentre gli investitori istituzionali valutavano l'ingresso di un'altra società da trilioni di dollari tra i sostenitori degli asset digitali.
Sul fronte della liquidità, una raccolta da 75 miliardi di dollari non è un evento neutrale per gli asset rischiosi. Gli investitori istituzionali che hanno partecipato all'offerta SpaceX potrebbero aver ridotto l'esposizione verso strumenti più speculativi per finanziare le nuove allocazioni, creando un ostacolo temporaneo per token e cripto a bassa capitalizzazione che competono per la stessa propensione al rischio.
L'andamento post-quotazione racconta un quadro di volatilità: secondo quanto riportato, le azioni SpaceX avrebbero superato in un momento anche i 200 dollari, per poi ritracciare e stabilizzarsi intorno al prezzo di IPO tra fine giugno e inizio luglio 2026.
Anche lo status di "trilionario" di Musk si è rivelato instabile. La stessa volatilità che ha spinto il titolo oltre i 200 dollari avrebbe riportato a più riprese il patrimonio stimato sotto la soglia dei 1.000 miliardi.
Da società quotata, SpaceX dovrà ora confrontarsi con la pressione delle trimestrali, la copertura degli analisti e obblighi regolamentari che metteranno le riserve in cripto sotto esame ogni tre mesi. Qualunque decisione di acquistare, vendere o svalutare quelle posizioni in Bitcoin potrebbe muovere i mercati.
Più difficile da misurare, ma evidente nei prezzi, l'effetto Dogecoin: il +67,6% del giorno dell'IPO è stato attribuito soprattutto all'associazione con Musk, senza che vi fosse un cambiamento sostanziale nell'utilità o nell'adozione della memecoin.